DA UN ATTO DI MORTE-

DA UN ATTO DI MORTE

 
 
 
 
 

DA UN «ATTO DI MORTE»
di Valenti  don Aleandro

       PREMESSA    PAESE NATALE   RICERCA DIFFICILE 

Pietro Stella, nativo di Castelnuovo di Farfa, arciprete parroco in Moricone dal 1857 al 1876, ha svegliato in noi il desiderio di ridar voce ad un illustre concittadino da più di un secolo sprofondato in un immeritato silenzio.

Una via cittadina a Lui dedicata da non molto
tempo, non può bastare ad assolverci dalla colpevole noncuranza. Ora un  atto di morte , stranamente, lo ha salvato da una morte comple­ta e definitiva nelle nostre coscienze. Il dotto arciprete Stella fu vicino a Ludovico Prosseda fino agli ultimi istanti con conforti che la Fede fornisce. Assolto lodevolmente il suo dovere e raccomandatane a Dio l'anima l'11 ottobre 1860, il sacerdote amico pensò bene di raccoman­darne ai posteri il ricordo con preziose, e per noi stimolanti, indicazio­ni biografiche.

Difatti, dopo aver redatto impeccabilmente l'atto di
morte secondo lo schema del Rituale Romano, col suo latino chiesasti­co non senza qualche impennata di classica eleganza, prosegue: « Idem ab adolescentia sua Romae artem picturae didicit et in qua laudabiliter se exercuit, deque sua arte nonnulla opera in hac sua patria reliquit, videlicet Iconem SS.mi Rosarii in eius altari locatum, et vexillum Confraternitatis tituli eiusdem. Sed incisoris arte plurimum excelluit; teste perpetui erunt septem Sacramenta ab eo incisa Gubernii Ponifici jussu a quo pensionem annuam acceperat. Ideoque haec apposui ut perennem extaret memoriam tanti et unici civis Moriconis. » (Defunct, Liber v. 6° pp. 17-18).(Il medesimo fin dalla sua adolescenza a Roma apprese l'arte della pittura nella quale si esercitò con lode e di questa sua arte
alcune opere ha lasciato nella sua patria: l'immagine della Madonna del Rosario collocata nell'altare omonimo e lo stendardo della Confra­ternita del medesimo titolo. Ma dove raggiunse l'eccellenza fu nell'arte incisoria: testimoni perpetui ne saranno i sette Sacramenti, incisi su commissione del Governo Pontificio dal quale aveva ottenuto una pensione annua. Perciò volli apporre questo codicillo perché rimanesse perenne memoria di così grande e straordinario cittadino di Moncone).

Stima, commozione, affetto hanno dettato un elogio così grande da far perdonare la svista di un soggetto in accusativo ( perennem extaret memoriam!), a meno che, per un errore freudiano prima di Freud, ma non prima dell'uomo, quell'accusativo non sia l'indice puntato contro gli immemori concittadini, non esclusi i parenti, i quali, della grande quantità di documenti lasciati loro in eredità, hanno fatto lo scempio più completo. Solo qualcosa, quasi resto da naufragio, qua e là si è salvato. Cosi tra ipotesi ed interrogativi e supposizioni, spinto da questa testimonianza di stima ammirativa del caro arciprete Stella, il Gruppo Artistico Culturale ha voluto invitare i concittadini ad un recupero della figura del Prosseda nel bicentenario della sua nascita, con l'augurio che giovani studiosi non la lascino riaffondare nella dimenticanza.

            D. Alessandro* Valenti

  * Aleandro (il refuso l'ho lasciato come da testo originale)